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Blogger: burp
Nome: Zio Burp
Questo blog non è in vendita. Il suo titolare, invece, si vende molto volentieri. Zio Burp, fuori di qui si fa chiamare Cristiano Callegari. Si occupa di creatività e di scrittura: lavora con le idee e con le parole. Chiamatela come volete: copywriting, business writing, web writing, fuffa writing. Purché di writing si tratti. Questo blog qui ci ha i lavori in corso. Oggi fa un po' schifo e peggiorerà fino a rinascere mirabile dalle proprie webceneri.

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sabato, agosto 18, 2007

www.zioburp.net
Da qualche giorno sono emigrato. Mancano ancora alcune cose ma l'essenziale c'è e funziona bene.
C'è anche tutto l'archivio compresi i commenti.
Per intanto cominciate ad abituarvi a venire a trovarmi di là e
non più di qua.

Ora qua in valle è uscito il sole. Se regge si piglia la panchina volante e si va alla malga.


Ripeto:
www.zioburp.net



postato da: burp alle ore 18/08/2007 08:39 | link | commenti (1)
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mercoledì, agosto 08, 2007

Uno che è trino, spiegarlo è un casino
Alla creatura è sbocciata forte la passione per miti e leggende. Un paio di libri illustrati, qualche buon imbastimento orale e via, galoppando tra poeti ciechi, eroi (quasi) immortali, cavalli di legno, sirene, ciclopi, vasi, cerberi, inferi, e tutto quel fantastico corredo di storie che anche noi adulti privi di solidi studi classici riscopriamo e apprezziamo vieppiù. (Parentesi: dalla nebbia delle medie affiora l'ora di "epica", che non ho mai capito a cosa servisse se non a colorare con la tratto pen rossa gli scudi e le lance dei guerrieri. Vi risulta l'ora di "epica"? Se avessi ascoltato dite che mi sentirei meno gnurante?).

Dicevamo, un corredo di bla bla bla e soprattutto di litigiosi e fascinosi dei dell'Olimpo, organizzati per competenze un po' come una compagine governativa, mica come noi ora che ne abbiamo uno solo che, poveretto, evidentemente fa fatica a star dietro a tutto.

Mosso da questa consapevolezza, faccio notare la cosa alla creatura e gravemente m'ingarbuglio.
- Pensa, gli antichi greci avevano tutti questi dei e noi invece ne abbiamo uno solo.
- Gesù.
- No, suo papà. (pensare prima di parlare no eh?)
- ...vuoi dire Giuseppe?
- No stella... l'altro.
- Vuoi dire che Gesù aveva due papà? (lo dice alzando un sopracciglio come quando dubita fortemente di me che sovente le racconto un sacco di cose buffe, cazzate insomma).
- Ehm... in un certo senso...
- Papi guarda che io il presepe l'ho fatto già tre volte e c'è solo Sangiuseppe (questo lo dice sbuffando come quando sa di potermi dimostrare che dico cazzate).
- Ok, sì hai ragione tu, Gesù. Comunque 'ste cose poi te le spiega suor Rita (magari invece del corso di teatro).



postato da: burp alle ore 08/08/2007 14:43 | link | commenti (7)
categorie: bambini, storia, fiabe
martedì, agosto 07, 2007

La notizia buona e quella buona
Le notizie sono due.
Una: che in mezzora di treno ho scritto 6-7 post. Sul taccuino. E dopo la stitichezza degli ultimi giorni mi pare un buon segnale.

Due: che l'esplosione del vecchio template ha messo in primo piano qui a destra tutte le mie tag. Quelle con cui ho taggato i post negli utlimi diciamo due tre anni.
Occhio che non sono le categorie, altrimenti sarebbero meno. Però qualcosa sono.
Diciamo che ora c'è un'ulteriore non-ordine che vi può guidare (sempre posto che vi sia della gente che al 9 di agosto viene qui a leggersi il mio blog) nel mio disordine.
Tempo fa qualcuno chiedeva a gran voce le categorie. Quelle le mettiamo nel blog nuovo, tranqui.
Ora però per esempio se cliccate bambini, o musica, o cinema o advertising o sesso insomma avete maggiori probabilità di capitare su qualcosa di pertinente.
E ora, pizza solinga e rutto libero.

Ehi, psst dico a te, sotto sesso non c'è nulla di che, credimi.



postato da: burp alle ore 07/08/2007 19:34 | link | commenti (5)
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Taglio netto, destino.
Hai presente quando senti che hai bisogno di un taglio netto ma non trovi il coraggio di tagliare?
Quando sono anni che vuoi rifare il blog e non trovi mai il tempo e un giorno clicchi nel posto sbagliato, si cambia il template e se ne sovrascrive uno nuovo senza tutte le cosine che avevi messo a punto tu? Che però diciamocelo erano vecchie di anni ed erano da rifare.
La prima tentazione è quella di andare a riprendere l'ultimo template che hai salvato, sostituire, tornare allo status quo, come se all'improvviso le tue certezza vacillassero senza quel marronaccio del titolo, senza quei link a trasmissioni radio morte, senza quel te stesso che avevi qui.
Paura di volare?
Paura di che cazzo?
...
Ma subito ti rendi conto che l'ultimo template che avevi salvato sta su un hard disk defunto, cadavere in attesa di pietosa ma incerta rianimazione.
E allora non è il caso di tenersi questo splinderino qui volante in attesa di passare al proprio dominio e a un blog come si deve?
Non sarà stato un segno del destino?
Si possono combattere i segni del destino?
A rischio di tenersene i segni sulla pelle?

Tant'è.
Tanto siete tutti in vacanza, chemmifrega se qui c'è qualche scompenso e qualche esperimento?
O no?
Per cui aspettatevi dei repentini e dissociati cambi di template su questo blog, che ultimamente languiva, aspettatevi una bella estate, aspettatevi quel che volete, aspettatevi, aspettatemi.

Presto, ora mi dia un rum liscio doppio, grazie.



postato da: burp alle ore 07/08/2007 15:29 | link | commenti (18)
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venerdì, agosto 03, 2007

BURP 1518 /G7
Questo blog, dalle linee dinamiche ed energiche, coniuga il fascino di un template classico con la propria forte vocazione all'innovazione, presente fin dalla nascita e genuinamente parte del dna del suo autore. Il blog si distingue per i post oversize, spesso dotati di titolazione aerodinamica a
mascherina, che si collegano a link snelli e sfuggenti, garanzia di comfort e di massima leggibilità.
Disponibile in cinque tonalità colore, tra cui i classici nero, canna di fucile e avana maculata, questo modello di blog, dalla personalità spiccatamente internazionale, ideale per arricchire una personalità femminile ma grintosa, adatto ad ogni occasione del lifestyle, è attualmente fermo causa guerra intestina tra il suo autore e le tragiche conseguenze dell'uso e abuso di un linguaggio fuffarolo e markettaro da cui egli non riesce più a liberarsi.


postato da: burp alle ore 03/08/2007 16:53 | link | commenti (2)
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martedì, luglio 31, 2007

Noooooooo
Che la cocaina fosse "il segnale che ti manda dio per dirti che avevi fatto troppi soldi" (Robin Williams) lo sapevamo già.

Abbiamo appena scoperto che la morte del disco rigido del tuo notebook è il segnale che ti manda dio per dirti di fare più spesso dei backup dei tuoi dati.

Mo' me lo segno.
Amen.




postato da: burp alle ore 31/07/2007 11:55 | link | commenti (3)
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venerdì, luglio 27, 2007

Le truppe vespucciane sono sbarcate in Normandia
La superpotenza vespucciana ha conquistato lo spazio
Eccetera

ZB: E così lui ha capito che quella terra non era l'India come credeva il suo collega Cristoforo Colombo che l'aveva scoperta, ma una terra nuova che nessuno conosceva.
Creatura: E poi?
ZB: E così ha deciso di dargli il suo nome. Lui si chiamava Amerigo Vespucci e l'ha chiamata America.
Creatura: Ma non poteva chiamarla Vespuccia?
ZB: ... Mhm sì forse poteva. Certo tutta la storia avrebbe avuto un suono diverso.


postato da: burp alle ore 27/07/2007 14:21 | link | commenti (2)
categorie: bambini, storia
giovedì, luglio 26, 2007

Circondato
Comincia ad accadere sempre più spesso. Di sentirmi accerchiato da amici e persone che, nel tempo e con le energie che hanno, trovano spazio anche per un impegno. C'è quello che ha trovato la quadra tra il lavoro che gli piace e il sentirsi utile alla società (non questa società, la prossima tutta da costruire), quello che dopo anni di disimpegno si riscopre cittadino e si infila in tutte le battaglie dal basso, quello che si apre il blog social e scrive ai politici, c'è quello che fa volontariato, c'è quella che trova il tempo per due lavori e un adrenalinico coinvolgimento politico. Non metto i link, non ora che sono di fretta, ma voi citati vi siete risconosciuti e voi passanti avete capito il senso.

Io non faccio una beata mazza. Trovo a malapena il tempo di seguire le mie cose. Che sono parecchie, ma sono mie e basta. Quindi comincio a sentirmi accerchiato e a volte tirato garbatamente per la giacca. Vieni? ti va? Andiamo? Facciamo? Normalmente me la cavo con un "no grazie, ho già dato", millantando un passato impegno da attivista, che in realtà la vulgata popolare mi ha cucito addosso, ma che non è mai stato nulla di gravoso se non avere le mie idee e manifestarle.

Così quando Max mi dice: Muoviti, dai, non vuoi che tua figlia veda un mondo un po' più verde?
Gli ho risposto: Certo, gli dirò che è anche merito di quelli come te.
Ma per ora me sto nel guscio, faccio la mia cosa nella casa e via.

O è solo che sono ancora incazzato perché l'unica volta che avete occupato l'università (mi fa impressione dire l'anno, non lo scrivo,  era quello della pantera e delle notti magiche), io stavo in Spagna e voi ve la siete goduta e io non c'ero.



postato da: burp alle ore 26/07/2007 16:15 | link | commenti (5)
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mercoledì, luglio 25, 2007

I have a dream
Ho sognato.
Ho sognato che io te e altri tre o quattro (un musico, un fotografo, un regista, un fonico, un copy, uno sceneggiatore,
in ordine sparso e di generi misti m-f) sceglievamo di dedicare un giorno alla settimana a pensare a delle cose da realizzare insieme.
E un altro a realizzarle per davvero.

Scrivevamo e giravamo la nostra sitcom minimale e la mettevamo tutte le settimane su youtube, ci inventavamo parodie di format tv o di spot, componevamo tutti i giorni un brano hip-hop sempre diverso leggendo in rima i giornali del mattino, musicavamo foto,  fotografavamo canzoni, chiamavamo i nostri amici più rappresentativi (la portinaia saggia, il sessantenne figlio dei fiori, il professore ex galeotto e via così) e gli facevamo delle interviste che poi diventavano programmi in podcast, gli campionavamo le voci e le usavamo per le musiche, scrivevamo articoli, blog, fanzine, lettere d'amore, disegni, scarabocchi, sculture di caccole, mostre di tazzine infrante e chi più ne aveva più ne tirava fuori.

Eravamo tutti spirti artistoidi, oh yeah, e rispetto al passato c'erano due fondamentali differenze.
1. che gli acidi non andavano più di moda. Salute risparmiata.
2. che c'era la rete. Visibilità assicurata.
Eravamo tutti strastufi di autoindulgenza. Che era difficile farsi notare, che le case editrici no e le agenzie di pubblicità nemmeno, no, grazie, a meno che non stai nella manica di qualcuno. Ora non avevamo più scuse e lo sapevamo. La rete ci dava l'opportunità di creare, offrire, condividere. Con l'universo mondo.
Eravamo creativi, visibili, felici.

Poi un giorno arriva un tipo col sigaro e facendo un gesto ampio con la mano dice una roba tipo: Au macc fo dis creatifattori? Ai uonna bai io stattap!
Io mi giro, non vedo nulla e penso cazzo dice questo, non c'è una creative factory, non c'è una start-up, ci sono cinque o sei persone che si piacciono e producono e realizzano idee.
Ma poi ci capiamo e lui ci sgrana un signor assegno a patto di lavorare per lui.

Ho sognato che eravamo felici ancora per un po'. Ma poi litigavamo brutto brutto e stavamo per dividerci.
Allora, non potendo sopportare di perdervi, io ho preso con una mano il gruzzolo e con l'altra il fucile a pompa. Addio ragazzi.

Quaggiù nel paese dei tropici, sì dove il sole è più sole che là, ci sono davvero troppe zanzare.
E non si trova il salame di Varzi.
Per il resto, non mi lamento.


postato da: burp alle ore 25/07/2007 14:26 | link | commenti (5)
categorie: web , start up, youtube
venerdì, luglio 20, 2007

Viralizziamo? Sì, però.
Si sa, viral è un’espressione che tira un casino. In questi youtempi e mybiz, viralizzare, l’osceno verbo derivato, sembra diventata un’ossessione.
Tanto che le agenzie si sentono chiedere dalle aziende “ehi ciao, mi viralizzi questo spot?”

Ma santapazienza, caro il mio account, ma tua sorella ti viralizzo! Te l’ho già spiegato come gira no? Non basta prendere lo spot bellino bellino che ti sei fatto fare per la tv e spararlo su youtube. No non basta.
Altro mezzo, altro linguaggio, altre dinamiche.
Di cattivi esempi non te ne do. Te ne do uno buono.

Brico e Ninja marketing hanno affiancato allo spot per la tv uno per youtube. E per presentarsi su quel mezzo lì, hanno scelto uno dei suoi linguaggi (l’imitazione) per generare una delle sue dinamiche più golosamente inseguite (il buzz). Orsù non mi fare quella faccia tu: il buzz è il passaparola.
Hanno scelto il filmato stravisto di un pazzoide che suona in stop motion. E l’hanno imitato rendendo protagonista il prodotto. Un bel tagging e poi via: chi cerca il suo trova anche il mio. E track, così mi aggancio a una conversazione e magari ne stimolo un’altra. Qualuno mi imiterà? Funzionerà? Beh, mio caro, intanto se ne parla.
Poi può piacere e non piacere. A me per esempio piace più l’idea in sé che lo spot. E la cosa che mi convince meno, poi, non c'entra molto con lo spot, gli amigos Ninja già lo sanno, beh quella gliel’ho scritta nei commenti.

Ok, e quato è quanto.
Hai capito, caro il mio account, sì?
Bene, allora dammi il numero di tua sorella.


postato da: burp alle ore 20/07/2007 22:14 | link | commenti (7)
categorie: comunicazione, spot, ninja, adv , brico, viral

In 3no
Ultimamente non ho fortuna con le ferrovie. Ieri un'ora e mezza per fare Milano-Pavia verso le 21.30.
Che poi la giornata mi era stata così nevrotica che per staccare del tutto, essendo vacanziariamente single - mi sono organizzato una golosissima serata teen: cena da Mcd e subito a ruota cinema con Harry Potter. Tutto rigorosamente da solo, in perfetta assonanza col concetto di saga.

Oggi il viaggio da Milano a Bordighera è stato sì ritardato di 100 e passa minuti per uno stupido incendio zona Tortona, con sosta di un'ora a Voghera, senza condizionata, viaggiatori idrofobi, controllore linciato, le solite cose insomma, bazzecole, ma soprattutto è stato funestato da questo stronzo incravattato qui davanti che sono 4 ore che parla al telefono ad alta voce degli stracazzi suoi, di titoli e azioni, in particolare.
Scendi, merdaccia ti prego.
Ecco è sceso.



postato da: burp alle ore 20/07/2007 22:09 | link | commenti (4)
categorie: potter, treno

Mucho Lansdale
E così, perso un treno sono entrato in libreria. Buona idea la libreria in una stazione.
E ne sono uscito con Mucho Mojo, finalmente rieditato in Italia e un librozzo illustrato x bimbi sulla mitologia.
Ne ho testato la bambinabilità leggendo brevemente di Teseo. Perfetto. Non si accenava alla su' mamma (maiala) del Minotaruro che s'infila nella vacca di legno per farsi "amare" dal toro di cui, causa incantesimo dall'Olimpo sul suo sposo, lei si è invaghita.
Leggendo alla creatura questa storia da altro libro, ero dedito all'arte dell'edulcoro e del raggiro. Ah poi in questo nuovo c'è anche Romolo che uccide Remo. Sangue. Addio a quella mia storiella più giocosa del "facciamo la gara chi arriva primo dà il nome alla città" .
Già che si parla di libri, Anobii.
Mi piacerebbe tenere in ordino lo scaffale, trovare le edizioni di cui non compare la copertina, scrivere nuovi commenti, incrociare preferenze e persone, rispondere alle decine di gruppi di discussione, entrare, partecipare.
Però intendiamoci: o faccioo quello o leggo un libro.
E quando sto in Texas, con Hap e Leonard, lo sapete che non ci sono per nessuno.


postato da: burp alle ore 20/07/2007 09:37 | link | commenti
categorie: libri, leggere, bimbi, lansdale, anobii

Video zappiani online
Il buon Mariano ha postato alcuni video dal concerto dei "Contenuti Speciali" dello scorso maggio. Ci sono anche le stecche, perché noi si è gente sincera.

Io sono quello qui in basso a sinistra, nel buio
...
ehi dico qui,
sì qui
nel buio
...
ecco bravo sì, quello con in testa uno stupido cappelluccio.
Buon ascolto.



postato da: burp alle ore 20/07/2007 01:32 | link | commenti (1)
categorie: musica, rock, zappa, pavia, spaziomusica, tribute band, contenuti speciali
giovedì, luglio 19, 2007

Qui doveva esserci il titolo di un post
Qui doveva esserci il post.
Ma splinder se l'è mangiato.

Libri, bimbi, il minotauro e i cowboys, le solite quattro cazzate mie, non vi angosciate.
Che gli vada di traverso, lui e la su' mamma maiala dentro una vacca di legno in attesa del toro, ecco.

Hai presente quanto ti senti cretino a riscrivere di nuovo per bene quello che hai appena finito di scrivere?
ok, buonappetito.



postato da: burp alle ore 19/07/2007 13:17 | link | commenti (8)
categorie:
mercoledì, luglio 18, 2007

Quattro e mezzo!
Prima di tutto, la creatura ha chiesto perché, se interrogata, avrebbe dovuto dire una bugia.
Poi, dopo che le è stato spiegato ha eseguito. E senza la faccia da "uhhh sto mentendo" che sfoggia quando giocca alla Pepa Tencia.

La causa era ottima: risparmiare due lirette alle Terme di Pigna,
posto bello, dicono loro che mi scrivono da là, e assai caro, lo so per certo. Infatti ci vanno solo quando io non ci sono al mare.
Che io sono notoriamente contrario a tali lussi babilonesi.

Comunque, in sostanza: ha imparato ad abbassarsi gli anni, ecco tutto.


postato da: burp alle ore 18/07/2007 16:45 | link | commenti (8)
categorie:

Il conduttore generato dagli utenti
Fa una certa impressione ascoltare altre inedite voci sullo sfondo ormai familiare di Dispenser su cui stazionava da sette anni il buon Matteo Bordone (che l'anno prossimo vestirà la maglia di Condor, con Luca Sofri).
Orfana di Matteo, la redazione ha lanciato un audiocasting online. Gli ascoltatori hanno risposto confezionando l'intro di un servizio. Tra loro (immagino tra loro, no?) ma non necessariamente tra quelli in onda nel podcast apposito, Dispenser provini, sarà scelto (dall'alto, non dal basso, ok, ma è corretto così) il nuovo conduttore.
L'iniziativa è lodevole, lodevolissima, di una radio che si "apre" sempre più. Le voci sono belle: alcune fresche, alcune imitano il modello, altre hanno inflessioni inedite, tic nuovi, pronunce irregolari ma chissà forse un giorno familiari.
Ah, io ci avevo fatto un pensierino ma poi non ho mandato il mio pezzo. E ora sinceramente un po' me ne dispiaccio.
Bravi alla redazione, vinca il migliore. Lunga vita a Dispenser.


postato da: burp alle ore 18/07/2007 12:52 | link | commenti (2)
categorie: radio, , condor, dispenser
martedì, luglio 17, 2007

Movin' to Montana soon (Yippy-Ty-O-Ty-Ay)
Informiamo il pubblico e in particolare gli zappiani all'ascolto che i Contenuti Speciali hanno iniziato il rimpolpamento del repertorio. Promosse in scaletta Montana, Son of Mr Green Genes e Titties & Beer.

Particolarmente notevole la prima, sia per la vicenda narrata (un ex cowboy deciso a coltivare filo interdentale), sia per lo special voce-marimba che mi vedrà costretto a pedinare la voce di brother teo sulle ripe scoscese di un impervio cantabile.

Che poi la marimba andrebbe suonata da un marimbero, no?


postato da: burp alle ore 17/07/2007 21:57 | link | commenti (1)
categorie: musica, rock, jazz, zappa, montana

I love that dj
Io non lo conoscevo Marc Ronson, c'è dappertutto Marc Ronson, mi piace il disco di Marc Ronson, remixa successi, abbonda coi fiati e poi soprattutto: ama così tanto il groove da sapere quando sacrificargli la consonanza armonica.
In altre parole, se ti smuovo la testa e la panza, chettifrega di una fottuta dissonanza?

Amo Marc Ronson.
Sono tamarro, dite?



postato da: burp alle ore 17/07/2007 14:49 | link | commenti
categorie: musica, marc ronson
domenica, luglio 15, 2007

Azzurro
La prima estate che ho passato in questa casa al mare (Ospedaletti, IM) la Francia (quella di Platini) era appena diventata campione d’Europa e io avevo la mia prima fidanzata. Che se ne andava in vacanza all’Elba e prometteva una lettera al giorno. La casa era in questo mazzo di villette appena nate: a malapena se ne conosceva una parvenza di indirizzo, nessuno sapeva dove stava la cassetta delle lettere. Ricevere posta al mare normalmente non è una priorità. Per me lo era eccome. Passai le prime quattro mattine di vedetta, accanto a quella che avevo identificato come l’unica cassetta di tutto il complesso, aperta. Vidi turisti, operai, contadini, vecchiette, cani, farfalle ma un postino mai, nemmeno dipinto. Al pomeriggio scendevo in paese, imbucavo la mia lettera e poi andavo sugli scogli a puntare lo sguardo incazzoso in direzione sud-est. Il quinto giorno scesi in paese e con la grinta dei miei 16 anni irruppi alle poste spiegando che dovevo conferire con il direttore per una questione della massima urgenza e sensibilità. Il giorno dopo verso le 10.30 cavalcando un motorino esausto arrivò il postino. Cinque lettere azzurre e profumate, con l’indirizzo vago e impreciso nel corsivo gonfio delle teenager di allora.
Oggi ho oltrepassato quella cassetta là, ormai marcia di abbandono, sono entrato in questa casa e con tre o quattro clic ho visto la mia posta.
Né profumo, né corsivo, né azzurro: il capo, un collega, due clienti, tre amici e una newsletter. Unica nota cromatica, le pillole amorose che affollano la consueta chilata di spam.



postato da: burp alle ore 15/07/2007 21:23 | link | commenti (9)
categorie:
sabato, luglio 14, 2007

Minime 1
Su google earth si possono tirar su gli edifici 3d. Tutte le notti c'è uno che rifà uguali le twin towers. Quando lui va a letto, dall'altra patte del mondo si alza un altro che impiega la giornata ad abbatterle. I due non lo sanno ma sono colleghi. Lavorano per la stessa multinazionale.

Ha una figlia sui 13 ora, ma da ragazza Lisa è stata innamorata di Michele. Lui suonava, ora non c'è più, è finito male. Prima dei 50 ha salutato tutti. Si era divertito molto, troppo. Gli ultimi anni, quelli tranquilli, li aveva passati con Valentina. Lisa non ha mai conosciuto Valentina. Alla prima lezione di un corso di disegno, Lisa si avvicina a una signora che sta disegnando un ragazzo che suona la chitarra. "Ma quello è Michele!". E la signora è Valentina.

Un bel giorno, a 12 anni, sono caduto dentro il mio videogioco, quello in cui sparavo alle astronavi. Dentro ho conosciuto Zamkin che aveva la mia età e guidava le astronavi. Finito il turno di volo mi ha portato a casa sua. Abbiamo fatto merenda e mi ha mostrato il suo videogioco preferito: è uguale al mio. Invece dell'astronave ha un banco, circondato da altri banchi. Vince chi impara meglio. 

Una delle tre è vera.



postato da: burp alle ore 14/07/2007 06:18 | link | commenti (4)
categorie: narrazioni
giovedì, luglio 12, 2007

Io e Keith Jarrett: differenze e differenze
Ok, che non sarei mai diventato bravo quanto lui lo sapevo da tempo.
Vi prometto ufficialmente che, qualunque cosa accada alla mia "carriera", non diventerò mai stronzo quanto lui.

Ai miei concerti potrete continuare come avete fatto finora: a fumare (se all'aperto), doparvi (se vi garba), filmare, fare foto con il flash, usare il flash senza la foto, bere crema al whiskey, mettere il formaggio sul risotto allo scoglio, registrare il concerto, levarvi le scarpe, mettervi le dita nel naso, petare forte (anche altrove dal ciak secco del rullante e anche per un'intera semibreve se vi riesce), digerire, limonare con chi vi sta accanto (anche se non vi conoscete, diciamo "trascinati" dalla bellezza della musica), avere orgasmi in pubblico (soli o idem come sopra), applaudire, fischiare, lanciare oggetti (reggiseni ma anche ortaggi).
E state tranquilli che non me la prenderò a male.
E già che ci siamo potrete anche scaricarvi e passarvi via web tutte le mie musiche che ci troverete.
Esattamente come state facendo con quelle di Jarrett.
Con la differenza che lui si incazza.


postato da: burp alle ore 12/07/2007 12:12 | link | commenti (5)
categorie: musica, , jazz, jarrett
mercoledì, luglio 11, 2007

Chi ha preso un granchio qui?
Metti che vai a mangiare fuori e si verifica un equivoco con il ristoratore per cui ti girano i maroni. Se non era per una risposta maleducata magari ti passava anche. Invece no e sul tuo blog personale, ci fai un post.

Seguono una sessantina di commenti in cui succede molto di più che in 3 stagioni complete di una qualunque sit com.


postato da: burp alle ore 11/07/2007 12:48 | link | commenti (6)
categorie: blog, comunicazione, aziende
martedì, luglio 10, 2007

Somebody accepted me
for what I am
I finally feel usefull



postato da: burp alle ore 10/07/2007 15:47 | link | commenti (1)
categorie: spot, cannes, commercial, advesrtising, epuron
lunedì, luglio 09, 2007

Wikio? Techmeme? Tailrank?
Il fatto è che io oltre a lavorare, avrei anche da leggere, scrivere, suonare, giocare, trombare, dire, fare, baciare, lettera, testamento insomma così non si può andare avanti.
Miei cari signori del web2.0, porca zozza, vedete di darvi una regolata ché non potete andare avanti a sfornare novità a questo ritmo.
Wikio? Techmeme? Tailrank?


postato da: burp alle ore 09/07/2007 12:43 | link | commenti
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sabato, luglio 07, 2007

Live Earth: Rondò Pechinese
Allibbissco.
12 girls band.
Dodici ragazze cinesi giallovestite munite di meravigliosi strumenti tradizionali interpretano su un tragico drumming di electro tum-tum-cha alcune arie di musica classica occidentale, tra cui l’immortale beetoveniano pa-pa-pa-poo.
...
Dieci minuti dopo vedo un’orchestra che accompagna una signorina che interpreta la bocelliana “Con te partirò”.
...
Santocielo qualcuno li avverta che è un concerto rock.
Ah, por suerte, ecco i Genesis.
...
Ah, esistevano davvero eh, le 12 girls band.


postato da: burp alle ore 07/07/2007 16:30 | link | commenti
categorie: musica, rock, live earth
venerdì, luglio 06, 2007

Lo zio Walt: un genio o un grannissimo cornuto?
Ok ripeto
.
Se vi piace o vi incuriosisce la storia, soprattutto l'idea di poterla utilizzare anche per rileggere storie o personaggi che sui libri di scuola non si trovavano, se non avete paura di uscire dagli schemi e cambiare il punto di vista, se in particolare vi sentite pronti a minare le vostre salde e pachidermiche certezze col fastidioso topolino di qualche sano dubbio, beh allora c'è Historycast.

E per restare in tema di topolini: la nuova puntata è proprio sul più noto creatore di topolini.
Quel grandissimo figlio di buona donna di Walt Disney.


postato da: burp alle ore 06/07/2007 13:27 | link | commenti (1)
categorie: storia, cartoon, , disney, podcast, historycast
giovedì, luglio 05, 2007

Supermatusa
Ho dato un'occhiata sulla free press di ieri agli artisti che partecipano a Live Earth.
Su 107 ne ho sentiti nominare 31.
Ma se mi chiedete di canticchiare una loro canzone non arriviamo nemmeno a 5.

C'è anche un certo Eskimo Joe. Non credo sia quel mio compagno delle medie che si faceva chiamare così.

Per altro, sono matusamente coerente. La mia canzone di questi giorni è Amara terra mia, 1973 (Domenico Modugno, Enrica Bonaccorti). Sì, quella lì.


postato da: burp alle ore 05/07/2007 09:37 | link | commenti (5)
categorie: musica, modugno, live earth
mercoledì, luglio 04, 2007

Ohilà, ve l'ho detto quanto mi piacciono?
No, già, credo di essermelo dimenticato.
Intendo il libro della profe.it e il disco di Ginevra di Marco.
Il blog della profe me lo segnalò il buon farfi (grazie) un anno fa. Lo lessi, mi garbava vieppiù, ma come tante altre cose non riuscii a seguirlo. Ora recupero col libro.
Ginevra confesso che non la conoscevo ma ho visto un pezzo di concerto a Pavia. E fratel teo, solitamente stronzo e di gusti esigentissimi, ne ha detto meraviglie, si è professionalmente invaghito insomma, mi ha già proposto un paio di canzoni (superclassico, novità).

Un libro e disco insomma mi fanno compagnia in questi giorni.
A pensare a cosa hanno in comune io dico sì, un paio di cose mica tanto frequenti: l’autenticità e l’energia positiva che trasmettono.

update: il video della profe a Otto e mezzo. C'è anche Genna! (E Buttiglione vabbè...)




postato da: burp alle ore 04/07/2007 14:31 | link | commenti (4)
categorie: musica, libri, , laprofe, ginevra di marco, antonella landi
lunedì, luglio 02, 2007

Le formiche nel loro piccolo si allevano
In un lungo e lento weekend trascorso dentro la mia famiglia, senza mai fumare, senza mai accendere il pc, weekend culminato in una lunga giornata al Trebbia, ho commesso solo un irreparabile errore.

Non ci dovevo entrare in quel negozio di giocattoli, quello di c.so Garibaldi. Si badi: non una corsia di supermarket o un franchising del giocattolo come tanti. No, un vero negozio con dentro i giocattoli belli, originali, affascinanti che altrove non trovi. E con dentro persone che te li spiegano.
E chi si innamora poi non può farne a meno.
Parlo di me, mica della creatura.

Io, per allevare e osservare i miei insetti, usavo una scatola di plastica trasparente di quelle per le camicie. Un formicaio gigante resistette sul balcone un intero anno. Completo di uova, larve, pupe, operaie e guerriere che sgozzavano gli intrusi.
Ora, in questo millennio, ti vendono delle scatole con dentro degli "ecosistemi autosufficienti". Con un gel blu che nutre le piante e anche le formiche. Tu ce le metti dentro e poi passi le ore a guardarle scavare nel gel dipinto di blu. A solo 18 euro ti porti a casa un pezzo vivente di Quark che poi secondo me arreda perfino.
Non stonerebbe in salotto dico. Su questo punto mi devo lavorare Lady Burp.
Natale è lontano, ma con un’agenda delle Winx mi sono già comprato il voto della creatura.



postato da: burp alle ore 02/07/2007 14:01 | link | commenti (10)
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venerdì, giugno 2